lunedì 11 luglio 2016

Storia d'un uccellino che voleva bere solo acqua pura




      Pubblicato dapprima su 'Indymedia It.' domenica 4-07-04 col nick di Startripper e presto censurato http://italy.indymedia.org/news/2004/07/581528.php.  S’intitolava Come l’uccellino che beveva solo acqua pura.  Ripreso poi col titolo odierno nel superblog 'Noiweb' il 26-08-07.



      Un giorno o l’altro, nel campo del lavoro od in altri, si può presentare per la prima volta o meno un problema che tocca tutti prima o poi.  Nel  mio caso, non essendo più giovane, parecchie volte ovviamente mi si è posta la questione intima: «Mi vendo?»  Non è per parafrasare l titolo di quella nota canzone di Renato Zero, ma è evidente che se uno accetta di lavorare per qualcuno, da quel momento in poi avrà le mani legate, o se preferite la bocca cucita.  Come comportarsi allora?
       La cosa migliore sarebbe che uno/a possibilmente cercasse di non perdere sé stesso/a.  Eppure la vita è infida, a volte si presenta la necessità di dover dir di sì anche a chi non si vorrebbe.  Come far in modo allora da non scender a compromessi?  Si pensa in genere: questa volta cedo e poi si vedrà, farò in modo da tornare come prima.  Siamo sicuri di potercela fare a comportarci così?  Oppure saremo costretti a dir di sì tutta la vita?  Chi scrive è abituato a dir di no, ma nella vita tale comportamento che conseguenze reca?  E ammesso d’adottarlo, fino a quando lo si può fare, fino a che età? 
       Di solito le persone d’una certa età affermano: è facile fare i ribelli a vent’anni, a trenta è già più difficile ed ad ogni “–anta” che passa le difficoltà aumentano.  L’età che avanza, a sentir loro, per forza di cose ci conduce al conformismo.  Quale deve essere quindi il giusto comportamento per non sembrare dei fessi i quali rinunciano alle opportunità che capitano loro, dei bastian contrari a tutti i costi, per non apparire infantili?  Non è facile scegliere a volte, ma una cosa mi viene in mente a tal riguardo.  Una vecchia storiella indiana, raccontata da un noto guru, ritiratosi dalla scena pubblica mondiale negli Anni Novanta ma molto in auge prima.  Voglio riprenderla qui ora, poiché mi pare possa addirsi al caso.


      UN UCCELLINO QUALSIASI VOLÒ IN LUNGO E IN LARGO PER I BOSCHI ED I CAMPI.  ERA PIOVUTO MOLTO E TUTTI I FIUMI, I TORRENTI, GLI STAGNI, I RIGAGNOLI CONTENEVANO DETRITI, ARENA, ACQUA SPORCA.
      L’UCCELLINO AVEVA PARECCHIA SETE ED ERA STANCO DI SVOLAZZARE QUA E LÀ, FINCHÉ SI POSÒ SU UN ALBERELLO PROTESO VERSO UN TORRENTE IN PIENA.
      DAL RAMO SU CUI S’ERA POSATO SCORSE QUALCHE GOCCIA D’ACQUA PURA APPESA CASUALMENTE AD UN RAMO PIÚ BASSO.  VI ERA TUTTAVIA UN PROBLEMA.  ERA QUASI IMPOSSIBILE RIUSCIRE A RACCOGLIERLE NEL BECCO SENZA RISCHIARE DI ESSERE TRAVOLTO DALLA CORRENTE.        COME FARE, VISTO CHE  TUTTA L’ACQUA ATTORNO ERA SPORCA?
      INDECISO SUL DA FARSI, CINGUETTAVA NERVOSO DA UN RAMETTO ALL’ALTRO, FINCHÉ DECISE DI PROVARE E SI BUTTÒ A CAPOFITTO SUL RAMETTO IN BASSO, QUASI A FILO DELL’ACQUA.  IL RAMETTO ERA PERÒ TROPPO FRAGILE E CEDETTE.
      FINÌ DENTRO L’ACQUA E IN MEN CHE NON SI DICA LA CORRENTE LO TRASCINÒ VIA.


      Le goccioline d’acqua pulita gli furono pertanto fatali, ma il gesto dell’uccellino non può essere biasimato.  Al contrario, non si può che elogiarlo.  Quanti sono gli uomini in grado di comportarsi così, me compreso ovviamente?  Forse è da qui che potrebbe nascere quel “mondo migliore” di cui qualche volta si vocifera e che tanti di noi vorrebbero veder attuato nei loro ideali, finendo tuttavia per rinunciarvi definitivamente un giorno o l’altro.  Dalle scelte giuste rinasce il paradiso sulla terra, sebbene esse possano nuocerci apparentemente.

                                                                  Star-tripper

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